CRISTINA NISINI

BIO

Sono nata a Milano nel 1984 e vivo in un grazioso paesino nella provincia di Viterbo. La mia passione per il disegno nasce quando imparai a tenere in mano la matita: il disegno, infatti, e non tanto il gioco era il mio passatempo preferito.

Mi sono diplomata presso l’Istituto Statale d’Arte U. Midossi di Civita Castellana. Dopo la maturità ho preferito seguire l’altra mia passione laureandomi in Archeologia. Non cercavo, infatti, una laurea in campo artistico, ma un tipo di conoscenza approfondita delle tecniche artistiche la cui acquisizione, a mio avviso, richiedeva tempo e mal si abbinava con i ritmi universitari. Questa idea ha coinciso quindi con uno stand by artistico di qualche anno.


Il desiderio di ricominciare a disegnare, però, era sempre vivo e sempre più forte finché ad una mostra ho incontrato il Maestro Giuseppe Orlandi. Parlando con lui ho subito notato che la sua visione dell’arte coincideva con la mia e che le altissime conoscenze delle tecniche artistiche che trasparivano dai suoi quadri erano quello che cercavo da tempo. È nata così un’amicizia e grazie ai suoi consigli ho ripreso a disegnare.


La mia mano “arrugginita” ha cominciato a sciogliersi con studi di chiaroscuro a matita aventi soggetti ripresi da cartoline degli anni ’20 del novecento. Già da questi primi disegni ho avuto la conferma della mia preferenza per la figura umana, soprattutto femminile, e per l’uso della matita di cui mi attrae la delicatezza e il fascino senza tempo. Successivamente ho iniziato ad usare le graphitint (anche in combinazione con la matita, soprattutto nei ritratti commissionati) e i pastelli (per i paesaggi) spesso sottovalutati.


Nel 2011 l’artista Gino Bernardini mi ha offerto l’opportunità di esporre per la prima volta tre miei chiaroscuri nella sua mostra alla Sala degli Almadiani di Viterbo, esperienza da cui ho avuto molte soddisfazioni e che mi ha spronato a continuare in questo campo.


Confrontandomi con altri pittori o con i visitatori delle mie mostre mi viene naturalmente chiesto dei miei soggetti e della scelta del figurativo come linguaggio artistico: i miei soggetti sono ricordi, affetti o figure di cui ammiro la bellezza; il figurativo è il solo linguaggio, al momento, che mi porta ad una costante sfida con le mie capacità e che può essere compreso da tutti, perché la pittura e il disegno sono arti a cui tutti dovrebbero essere invitati a partecipare.


L’Arte, quella con la “a” maiuscola è per me una sintesi tra padronanza della tecnica (ottenuta con lavoro e costanza) e sentimento (ispirato dalla natura, dalla vita e dagli eventi) e il mio viaggio, in questo senso, è appena iniziato.


Graphitint, 2012.


Chiaroscuro a matita, 2011.


Chiaroscuro a matita, 2012.

OPERE ESPOSTE

l’arte non si compra e basta ma si vive in tutte le sue espressioni

VIVI L’ ARTE…VIVI D’ARTE